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| Urban/A fotografata da Gianluca Scerni |
ZO_loft is: P.E.Bellisario, C.Cellini, C.Cingoli, F.Fontana
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| Urban/A fotografata da Gianluca Scerni |
Qual è la tua specialità?
Probabilmente il food design!
Possiamo vedere il tuo portfolio on-line?
E lo chiedete?!? certo! http://zo-loft.blogspot.com/p/portfolio.html
Subito dopo però sbirciate tutte le altre sezioni del nostro blog ;)
Che cosa ti ha portato ad interessarti al design?
La semplice voglia di esprimere la propria creatività indipendentemente dal campo di applicazione
La tua traiettoria professionale?
Top of the pop!
Premi ricevuti per il tuo lavoro nel design?
Siamo orgogliosi di essere stati finalisti per 3 anni consecutivi al Macef Design Award, ma anche di aver ricevuto importanti premi nazionali ed internazionali tra cui spiccano il 1° premio al Macef Design Award; il 1° premio al Concorso ad Inviti per Piazza Dante a Teramo; il 1° premio al Concorso Intemazionale per Piazza Ghiberti in Firenze; il 1° premio al Concorso per
Nel 2009 abbiamo ricevuto
Nel 2010 ZO_loft è stato inserito nell'annuale dei giovani talenti Italiani nel Mondo YOUNG BLOOD.
Qual è la tua motivazione personale? Che cosa ti fa alzare con entusiasmo la mattina?
Quell'insano istinto di dover sempre dire la nostra opinione
Come definiresti il tuo stile di disegno?
Con pochi fronzoli, ibrido, comunicativo, strategico, funzionale, popolare, sostenibile
Come promuovi e vendi i tuoi lavori?
Web, carta stampata, parlando con le persone...ma più semplicemente impegandoci a fare dei buoni lavori
Che nuove aree ti piacerebbe sperimentare?
Ci piacerebbe poter sperimentare maggiormente sui moduli abitativi di emergenza e su kit che possano migliorare la qualità della vita nel terzo mondo
Forma, colore, concetto, da dove inizi di solito a concepire un disegno?
Da una strategia. Forma, colore, concept devono seguire una strategia ben precisa che comprenda anche marketing e comunicazione
Quali sono le tue fonti per documentarti e generare idee?
La vita quotidiana, le nostre abitudini, l'analisi di gesti e luoghi comuni
Quali sono i premi o festival della tua specialità che reputi più interessanti?
Crediamo che quelli ai quali abbiamo preso parte siano stati certamente tutti interessanti e stimolanti...in realtà ce ne sono così tanti che sarebbe difficile scegliere...dipende dal tema trattato, dall'organizzazione, l'importante è lo spirito con il quale vi si prende parte. Dovendo dare un consiglio, per un giovane designer, probabilmente, partecipare ad un festival o un premio che ha alle spalle un buon ufficio stampa probabilmente è importante.
Qual è il tuo tipo preferito di cliente?
Quello che ascolta e capisce
Per certi versi è lecito copiare?
NO. Nel mondo ci sono miliardi di persone ed è normale che prima o poi a qualcuno venga un'idea simile, ma l'importante è che ognuno sia in grado di dimostrare il percorso seguito per arrivare a quell'idea. è importante il processo creativo. In quel caso anche se le forme sono simili i progetti saranno comunque differenti.
Chi copia difficilmente potrà spiegare il suo processo creativo.
Che cosa detesti vedere in un disegno?
I formalismi gratuiti
Credi che le nuove generazioni disegnino meglio delle precedenti?
Purtroppo no, anche se come sempre, ci sono delle eccezioni
Per che tipo di clienti non accetteresti di lavorare?
Quelli che non pagano!
Come calcoli il preventivo per un progetto di design?
In primis si devono calcolare tutte le spese...ma proprio tutte!
Una volta messe dentro tutte le voci, si cerca di ottimizzare quello che si può e poi va aggiunta la quota di progettazione. Fatto questo si cerca di capire se la cifra è adatta al cliente che abbiamo davanti e al tempo che avremo per sviluppare il progetto.
Quali sono i professionisti del tuo settore -contemporanei e storici- che più ammiri?
Bruno Munari, Gio Ponti, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Josef Hartwig, N55, Paolo Ulian, Gum Design, Jason Amendolara
Fino a che punto i tuoi disegni riflettono la tua personalità?
In toto
Come distingui ciò che è passeggero da ciò che è reale, nelle nuove tendenze?
A dire il vero non facciamo molto caso alle tendenze :)
Se non fossi disegnatore, che staresti facendo ora?
Molto probabilmente l'architetto, ma forse anche l'art director in un'agenzia di comunicazione, o il cuoco, o il giardiniere, o il giornalista...chi può dirlo!
Che lavoro o che progetto sarebbe il tuo sogno in questo periodo?
Poter fare un progetto in occasione dell'Expo 2015 di Milano
Ti vedi ancora in questo ufficio fra vent'anni?
Non sapremmo dirti dove saremo domani figuriamoci tra 20 anni!
Che portali di design on-line frequenti?
Seguiamo spesso Designboom
Months ago we answered some questions on mobile architecture for DAMDI Architecture Publishing . Full interview is published with several works of our studio in the book.
Why “mobile architecture”? What significance does it have in the contemporary architecture (or design)?
“Mobile architecture” remarks on the space, on staying and moving, quick building, life changing and it’s designed to be placed virtually anywhere.
“Mobile architecture” is designed to answer daily needs as also to suit mores and lifestyle changments. It seams to be ready to suit the future: mobile plannings tries to let the user to fell at easy in every place and any time as also semas to be aready to any kind of emergency.
How important is “mobile architecture” in your architectural practice?
ZO_loft studio is always investigating in life-style and activities of our fellow human, as also in elaborated objects or spaces, aiming to a flexible architecture or design. This means we need to face and plan schedules and strategies that, quite often, provide “mobile architecture” in the plan.
What is the most important element (or strategy) in your mobile work(s)?
Probably our most important strategy is to work on each project, both architecture and design, evaluating processes and variables from different fields.
For the ZO_loft studio a good strategy, such as a good plan, comes out by “inclusion and interaction” of: social, economic and environmental sustainability; communication; schedule; technology.
In this way forms, technological solution, details, materials, but also naming, colours, … each part of the project is designed to answer to a specific question.
What are the most common mistakes or difficulties in working on the mobile projects? Please tell your episodes.
Mobile design is mainly easier to manage, since it needs to confront with a final user of the product.
It will have a private owner that will use it in a “private context”. So you just need to be alble to eventually face technical and economic problems.
Mobile architecture is certenly more difficult.
A part from technical problems and costs, main difficulties come out from mobility itself. Moving means to change place. A mobile architecture could be placed virtually anywhere. But that’s the most common mistake.
Each area undergoes its own law, local rules, habits, climatic condition,…each area is a new “context”. Moving request easy-fitting solution. So a good mobile architecture need to be a good flexible architecture too.
This mean that, even if you have a great idea, you have to choose the “context” you want to move a project in. You need to choose limits of your project. This is the hardest and most important thing to care for, when planning a mobile architecture.
Talking about our works: some container architecture we experienced, achieve adaptability by plug-in additions to the “basic form”. This is a quick good solution, but means we previously need to plan a range of possible backgrounds anyway. Some other works, such as the Wheelly shelter, just choose specific targets and contexts to suit.
Will you keep working on your mobile works in the future? If so, anything new you would like to try in the next mobile project? If not, why?
Yes, we’ll do surely. Mobile architecture or mobile design are straight connected to a “flexible project”, even if a flexible project doesn’t mean directly mobility.
Nevertheless we would keep to investigate on how mobile architecture can be used and/or usefull for pubblic spaces, expecially for squares. Since we are living in a earthquake experienced area, we are, actually, experimenting in emergency architecture too. In this field mobile and flexible architecture are extremely important to let the project be easily used in every part of the world it could be needed.
FOOD MOOD - cibo e design a tavola
dal 3 al 22 dicembre 2011 | viaggio nella cultura della convivialità
INAUGURAZIONE RISERVATA GIOVEDI 1 DICEMBRE 2011 ore 21
STUDIO 70m2 - Via Poggiali, 10 - Livorno
chef: Enrico Sarno | sommelier: Silvia Magrin
Lo studio di architettura 70m2 di Livorno presenta un viaggio nella cultura della convivialità.
Intende esplorare il vasto tema del convivio, presentando al pubblico suggestioni multidisciplinari intorno all’anima del cibo.
Immagini tratte dal cinema e dalla fotografia, contenuti di libri e musica, faranno da cornice agli innovativi ed originali accessori per la tavola selezionati tra le creazioni di designer che si sono espressi con i migliori risultati in questo campo.
L’ambientazione, seguita con grande cura ed originalità, si avvale di sistemi espositivi non convenzionali basati sul riutilizzo di materiali legati all’industria alimentare.
In una dimensione leggera e divertente, vivacizzata da un calendario di aperitivi e laboratori tematici, saranno offerti al visitatore stimolanti spunti di riflessione.
Elenco DESIGNER partecipanti:
A/R STUDIO | AZNOM DESIGN, Agnieszka BAR, Alessandro BUSANA, Odoardo FIORAVANTI, Kare FRANDSEN, GUMDESIGN, Giulio IACCHETTI, MAEZM, Marco MAGGIONI , Emanuele MAGINI, Chiara MORESCHI, Lorenzo PALMERI, Matteo RAGNI, Giovanni SCAFURO, Ogata SHINICHIRO, Carlo TREVISANI, Michele VENISTI, ZO-LOFT
Elenco FOOD PHOTOGRAPHER partecipanti:
Nando ESTEVA, Francesca MOSCHENI , Pier Giorgio CORRADIN, Andrea ANGELUCCI
Quando: dal 3 al 22 dicembre 2011
Dove: 70m2 – Via Poggiali, 10 - Livorno
Preview riservata: giovedi 1 dicembre ore 21:00
Opening: sabato 3 dicembre ore 18:00
Orari: da Lun a Ven 9:30/13 e 16/19:30 | Sab 16/20
Domenica chiuso
Ingresso Gratuito
Info: t/f +39 0586 897477 | www.70m2.it | info@70m2.it

TOYO MON AMOUR (Encore)
Mostra collettiva di provocazione tra calici rotti e discussioni (ancora) aperte.
Da un'idea di
Luca Di Francescantonio,
in collaborazione con
Intercity Magazine / Mente Locale
Spazio Pep Marchegiani
Enviconcept.com
info: luca@enviconcept.com | 392.96.34.487
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