mercoledì 9 maggio 2012

Intervista per Mascitti Creative Contest


1. Come può sposarsi il concetto di creatività all’uso e riuso del pneumatico?

Con lo stesso atteggiamento con cui in generale il concetto di creatività può sposarsi all’uso e riuso di qualsiasi materiale o prodotto. Un atteggiamento che, se da un lato appare più responsabile, dall’altro offre la possibilità di indagare su un mondo col quale dimentichiamo, spesso, di confrontarci.
A chi non vi si fosse già imbattuto, consigliamo di dare un’occhiata alle immagini del fotografo americano Chris Jordan per rendersi conto della quantità di rifiuti che la nostra società riesce a produrre. Forse potrebbe bastare per iniziare a pensare di voler recuperare, almeno in parte, i così detti leavings, prodotti dismessi, casuali o di raccatto: ottimo materiale a costo zero.
In realtà non si tratta davvero di materiali casuali, ma anche e soprattutto di materiali ricercati: non si usa davvero ciò che capita, ma ciò che si cerca.
Nel design il riuso esiste da più di cinquant’anni anche se non con la valenza ambientale che oggi gli attribuiamo. Lo scopo era soprattutto quello di sperimentare le contaminazioni tra settori diversi. Specialisti in questo erano i fratelli Castiglioni: nelle loro mani un sedile da trattore diventava uno sgabello e un faro di automobile una piantana. Crediamo sia questo l’atteggiamento importante in operazioni di questo genere. I materiali o i prodotti, seppur di recupero, dovranno essere utilizzati come tali: selezionati e finalizzati ad una volontà; la creatività dovrà tener conto di una precisa strategia progettuale. Di tutto il ventaglio di opzioni quali sono o quale è quella che meglio si adatta alle caratteristiche del materiale o dell’oggetto che sto usando? Qualsiasi sono i vantaggi che questo materiale/oggetto può darmi? Il rispetto  per l’ambiente va certamente di pari passo con la scelta del riuso, ma non è certamente l’unico aspetto di cui tener conto o il principale per definire un prodotto sostenibile. La sostenibilità è da intendersi come un processo continuo, durante il quale si tenta di coniugare tre aspetti fondamentali e inscindibili: ambientale, economico e sociale, tenendo conto delle loro reciproche interrelazioni. Il riuso creativo riesce a diventare design nel momento in cui intraprende un percorso di analisi e sintesi che è proprio delle discipline progettuali. L’espressione che ci piace di più è risemantizzare l’oggetto, in modo non banale e riproponendolo in un differente contesto funzionale. Da questo presupposto è chiaro che non si tratta solo di una messa in ordine. Alla scelta deve seguire una volontà di condurre di volta in volta  gli elementi selezionati ad unitarietà e semplificazione,maniera organica, in un sapiente gioco di addizione e sottrazione.

Urban/A fotografata da Gianluca Scerni  

  
2. Inoltre, quale può essere la vendibilità del vostro prodotto artistico sul mercato?

La risposta è nel concept e nella strategia del progetto stesso. A differenza di un prodotto artistico che fa della sua unicità la sua forza, Urban/A nasce per essere un prodotto seriale e in quanto tale cerca di rispondere a tutti i requisiti richiesti dal mercato. Urban/A prevede il recupero di vecchi pneumatici, per trasformarli in casse acustiche passive e/o attive.
Dopo essere stati opportunamente lavati l’interno dei pneumatici viene occupato con altoparlanti coassiali o subwoofer di varia potenza e qualità. A differenza delle normali casse, la forma stessa del pneumatico agevola gli spostamenti e le usuali operazioni di carico e scarico. Inoltre la gomma stessa favorisce l’assorbimento del rumore trasmesso per vibrazione al pavimento. Lasciando sostanzialmente inalterato il pneumatico, ma sfruttandone e valorizzandone le caratteristiche peculiari, si facilitano i processi e il tempo di lavorazione, diminuendo di conseguenza il consumo energetico e abbassando notevolmente i costi di produzione, nel tentativo di avere un prodotto che possa definirsi sostenibile in tutte le accezioni che il termine può avere.

giovedì 5 aprile 2012


Cité du design opens a new exhibition : La recherche s’expose. Espace public et sans domicile fixe (Public Space and Homelessness. Exposing Research). From April 04 to September 02, 2012 this exhibition seeks to discover research processes, the “behind the scene”, and its fitting in research programs and public action. Different types of public research summaries will be presented through a fragmented stage design in different types of devices directed through genealogic, artistic, lived and narrative experiences. ZO_loft is pleased to be featured with the project Wheelly.

Contact exposition
Cité du design
T. +33 (0)4 77 49 74 70
info@citedudesign.com
www.citedudesign.com
http://colloque-expo.sciencesconf.org



Cité du Design inaugura una nuova mostra: La recherche s’expose. Espace public et sans domicile fixe (Spazio pubblico e senzatetto. La ricerca si espone). Dal 4 Aprile al 2 settembre 2012 questa mostra cercherà di scoprire i processi di ricerca, il "dietro le quinte", e le misure adottate nei programmi di ricerca e nell' azione pubblica. Diversetipi di sintesi di ricerche sugli spazi pubblici saranno presentati attraverso una scenografia frammentata in diversi tipi di narrazioni: genealogica, esperienze artistiche, vissuti e narrativi. ZO_loft è lieta di essere presente con il progetto Wheelly.

Contact exposition
Cité du design
T. +33 (0)4 77 49 74 70
info@citedudesign.com
www.citedudesign.com
http://colloque-expo.sciencesconf.org

domenica 25 marzo 2012

Intervista per WhoHUB

Qual è la tua specialità?

Probabilmente il food design!

Possiamo vedere il tuo portfolio on-line?

E lo chiedete?!? certo! http://zo-loft.blogspot.com/p/portfolio.html

Subito dopo però sbirciate tutte le altre sezioni del nostro blog ;)

Che cosa ti ha portato ad interessarti al design?

La semplice voglia di esprimere la propria creatività indipendentemente dal campo di applicazione

La tua traiettoria professionale?

Top of the pop!

Premi ricevuti per il tuo lavoro nel design?

Siamo orgogliosi di essere stati finalisti per 3 anni consecutivi al Macef Design Award, ma anche di aver ricevuto importanti premi nazionali ed internazionali tra cui spiccano il 1° premio al Macef Design Award; il 1° premio al Concorso ad Inviti per Piazza Dante a Teramo; il 1° premio al Concorso Intemazionale per Piazza Ghiberti in Firenze; il 1° premio al Concorso per la Riqualificazione di Viale Vittoria a Jesi e le menzioni al Workshop Europeo “Progetti_Oggetti_Itinerari di sostenibilità” e per la progettazione del Campus Folcara a Cassino.

Nel 2009 abbiamo ricevuto la Nomination per il Well Tech International Award con il progetto Wheelly ed abbiamo avuto l’onore di essere chiamati a rappresentare la nostra Nazione in occasione di “Italia in Giappone 09” con il progetto WinOt.

Nel 2010 ZO_loft è stato inserito nell'annuale dei giovani talenti Italiani nel Mondo YOUNG BLOOD.

Qual è la tua motivazione personale? Che cosa ti fa alzare con entusiasmo la mattina?

Quell'insano istinto di dover sempre dire la nostra opinione

Come definiresti il tuo stile di disegno?

Con pochi fronzoli, ibrido, comunicativo, strategico, funzionale, popolare, sostenibile

Come promuovi e vendi i tuoi lavori?

Web, carta stampata, parlando con le persone...ma più semplicemente impegandoci a fare dei buoni lavori

Che nuove aree ti piacerebbe sperimentare?

Ci piacerebbe poter sperimentare maggiormente sui moduli abitativi di emergenza e su kit che possano migliorare la qualità della vita nel terzo mondo

Forma, colore, concetto, da dove inizi di solito a concepire un disegno?

Da una strategia. Forma, colore, concept devono seguire una strategia ben precisa che comprenda anche marketing e comunicazione

Quali sono le tue fonti per documentarti e generare idee?

La vita quotidiana, le nostre abitudini, l'analisi di gesti e luoghi comuni

Quali sono i premi o festival della tua specialità che reputi più interessanti?

Crediamo che quelli ai quali abbiamo preso parte siano stati certamente tutti interessanti e stimolanti...in realtà ce ne sono così tanti che sarebbe difficile scegliere...dipende dal tema trattato, dall'organizzazione, l'importante è lo spirito con il quale vi si prende parte. Dovendo dare un consiglio, per un giovane designer, probabilmente, partecipare ad un festival o un premio che ha alle spalle un buon ufficio stampa probabilmente è importante.

Qual è il tuo tipo preferito di cliente?

Quello che ascolta e capisce

Per certi versi è lecito copiare?

NO. Nel mondo ci sono miliardi di persone ed è normale che prima o poi a qualcuno venga un'idea simile, ma l'importante è che ognuno sia in grado di dimostrare il percorso seguito per arrivare a quell'idea. è importante il processo creativo. In quel caso anche se le forme sono simili i progetti saranno comunque differenti.

Chi copia difficilmente potrà spiegare il suo processo creativo.

Che cosa detesti vedere in un disegno?

I formalismi gratuiti

Credi che le nuove generazioni disegnino meglio delle precedenti?

Purtroppo no, anche se come sempre, ci sono delle eccezioni

Per che tipo di clienti non accetteresti di lavorare?

Quelli che non pagano!

Come calcoli il preventivo per un progetto di design?

In primis si devono calcolare tutte le spese...ma proprio tutte!

Una volta messe dentro tutte le voci, si cerca di ottimizzare quello che si può e poi va aggiunta la quota di progettazione. Fatto questo si cerca di capire se la cifra è adatta al cliente che abbiamo davanti e al tempo che avremo per sviluppare il progetto.

Quali sono i professionisti del tuo settore -contemporanei e storici- che più ammiri?

Bruno Munari, Gio Ponti, Achille e Piergiacomo Castiglioni, Josef Hartwig, N55, Paolo Ulian, Gum Design, Jason Amendolara

Fino a che punto i tuoi disegni riflettono la tua personalità?

In toto

Come distingui ciò che è passeggero da ciò che è reale, nelle nuove tendenze?

A dire il vero non facciamo molto caso alle tendenze :)

Se non fossi disegnatore, che staresti facendo ora?

Molto probabilmente l'architetto, ma forse anche l'art director in un'agenzia di comunicazione, o il cuoco, o il giardiniere, o il giornalista...chi può dirlo!

Che lavoro o che progetto sarebbe il tuo sogno in questo periodo?

Poter fare un progetto in occasione dell'Expo 2015 di Milano

Ti vedi ancora in questo ufficio fra vent'anni?

Non sapremmo dirti dove saremo domani figuriamoci tra 20 anni!

Che portali di design on-line frequenti?

Seguiamo spesso Designboom

Question and answer on "Mobile Architecture"

Months ago we answered some questions on mobile architecture for DAMDI Architecture Publishing . Full interview is published with several works of our studio in the book.

Why “mobile architecture”? What significance does it have in the contemporary architecture (or design)?

“Mobile architecture” remarks on the space, on staying and moving, quick building, life changing and it’s designed to be placed virtually anywhere.

“Mobile architecture” is designed to answer daily needs as also to suit mores and lifestyle changments. It seams to be ready to suit the future: mobile plannings tries to let the user to fell at easy in every place and any time as also semas to be aready to any kind of emergency.

How important is “mobile architecture” in your architectural practice?

ZO_loft studio is always investigating in life-style and activities of our fellow human, as also in elaborated objects or spaces, aiming to a flexible architecture or design. This means we need to face and plan schedules and strategies that, quite often, provide “mobile architecture” in the plan.

What is the most important element (or strategy) in your mobile work(s)?

Probably our most important strategy is to work on each project, both architecture and design, evaluating processes and variables from different fields.

For the ZO_loft studio a good strategy, such as a good plan, comes out by “inclusion and interaction” of: social, economic and environmental sustainability; communication; schedule; technology.

In this way forms, technological solution, details, materials, but also naming, colours, … each part of the project is designed to answer to a specific question.

What are the most common mistakes or difficulties in working on the mobile projects? Please tell your episodes.

Mobile design is mainly easier to manage, since it needs to confront with a final user of the product.

It will have a private owner that will use it in a “private context”. So you just need to be alble to eventually face technical and economic problems.

Mobile architecture is certenly more difficult.

A part from technical problems and costs, main difficulties come out from mobility itself. Moving means to change place. A mobile architecture could be placed virtually anywhere. But that’s the most common mistake.

Each area undergoes its own law, local rules, habits, climatic condition,…each area is a new “context”. Moving request easy-fitting solution. So a good mobile architecture need to be a good flexible architecture too.

This mean that, even if you have a great idea, you have to choose the “context” you want to move a project in. You need to choose limits of your project. This is the hardest and most important thing to care for, when planning a mobile architecture.

Talking about our works: some container architecture we experienced, achieve adaptability by plug-in additions to the “basic form”. This is a quick good solution, but means we previously need to plan a range of possible backgrounds anyway. Some other works, such as the Wheelly shelter, just choose specific targets and contexts to suit.

Will you keep working on your mobile works in the future? If so, anything new you would like to try in the next mobile project? If not, why?

Yes, we’ll do surely. Mobile architecture or mobile design are straight connected to a “flexible project”, even if a flexible project doesn’t mean directly mobility.

Nevertheless we would keep to investigate on how mobile architecture can be used and/or usefull for pubblic spaces, expecially for squares. Since we are living in a earthquake experienced area, we are, actually, experimenting in emergency architecture too. In this field mobile and flexible architecture are extremely important to let the project be easily used in every part of the world it could be needed.

giovedì 24 novembre 2011

FOOD MOOD Cibo e design a tavola


FOOD MOOD - cibo e design a tavola
dal 3 al 22 dicembre 2011 | viaggio nella cultura della convivialità
INAUGURAZIONE RISERVATA GIOVEDI 1 DICEMBRE 2011 ore 21
STUDIO 70m2 - Via Poggiali, 10 - Livorno

chef: Enrico Sarno | sommelier: Silvia Magrin

Lo studio di architettura 70m2 di Livorno presenta un viaggio nella cultura della convivialità.

Intende esplorare il vasto tema del convivio, presentando al pubblico suggestioni multidisciplinari intorno all’anima del cibo.

Immagini tratte dal cinema e dalla fotografia, contenuti di libri e musica, faranno da cornice agli innovativi ed originali accessori per la tavola selezionati tra le creazioni di designer che si sono espressi con i migliori risultati in questo campo.

L’ambientazione, seguita con grande cura ed originalità, si avvale di sistemi espositivi non convenzionali basati sul riutilizzo di materiali legati all’industria alimentare.

In una dimensione leggera e divertente, vivacizzata da un calendario di aperitivi e laboratori tematici, saranno offerti al visitatore stimolanti spunti di riflessione.

Elenco DESIGNER partecipanti:

A/R STUDIO | AZNOM DESIGN, Agnieszka BAR, Alessandro BUSANA, Odoardo FIORAVANTI, Kare FRANDSEN, GUMDESIGN, Giulio IACCHETTI, MAEZM, Marco MAGGIONI , Emanuele MAGINI, Chiara MORESCHI, Lorenzo PALMERI, Matteo RAGNI, Giovanni SCAFURO, Ogata SHINICHIRO, Carlo TREVISANI, Michele VENISTI, ZO-LOFT

Elenco FOOD PHOTOGRAPHER partecipanti:

Nando ESTEVA, Francesca MOSCHENI , Pier Giorgio CORRADIN, Andrea ANGELUCCI


Quando: dal 3 al 22 dicembre 2011
Dove:
70m2 – Via Poggiali, 10 - Livorno
Preview riservata: giovedi 1 dicembre ore 21:00
Opening: sabato 3 dicembre ore 18:00
Orari: da Lun a Ven 9:30/13 e 16/19:30 | Sab 16/20
Domenica chiuso
Ingresso Gratuito
Info: t/f +39 0586 897477 | www.70m2.it | info@70m2.it

mercoledì 23 novembre 2011

ZO_loft + Gumdesign per Toyo Mon Amour (Encore)


TOYO MON AMOUR (Encore)
Mostra collettiva di provocazione tra calici rotti e discussioni (ancora) aperte.

Da un'idea di
Luca Di Francescantonio,
in collaborazione con
Intercity Magazine / Mente Locale
Spazio Pep Marchegiani
Enviconcept.com
info: luca@enviconcept.com | 392.96.34.487

Col patrocinio di: Federazione degli Ordini degli Architetti PPC delle regioni Abruzzo e Molise; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Teramo; Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Pescara


ZO_loft invitato alla mostra curata da Luca di Francescantonio in un evento lampo per discutere l'opera di Toyo Ito "Huge wine glass": una installazione che ha avuto un gran seguito mediatico a seguito della quasi immediata rottura dovuta agli sbalzi di temperatura. Per l'occasione ZO_loft in collaborazione con Gumdesign presenterà un set da tavola in tiratura limitata di 9 pezzi unici.

Creativi ospiti:
Erica Abelardo, Ettore Altieri, Nicola Antonelli, Marco Appicciafuoco, Arkilabo, Marco Cardone (artemad), Pedro H. Cavuti, Colozzo & Carozza, Colleen Corradi Brannigan, DeZignStudio, Davide Di Ilio, Vittoria D'Incecco, Alessandra Galloppa Design, Claudio Gaspari, Jörg Christoph Grünert, Ray K, Eva Laudace, Danilo Maccarone (artemad), Michele Montanaro, Adele Pratt, Pamela Testa, Serena Vizioli, ZO_loft + Gum Design

Programma:
- ore 17.00
Tavola rotonda
- ore 19.00
Esposizione & Perfomances
Degustazione Vini

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